Insegna luminosa

Insegna luminosa

giovedì 17 settembre 2015

Le mie scuse al Coro Stella Traffiumese e a quanti posso aver involontariamente offeso


Voglio esprimere le mie più sincere scuse per il linguaggio, senza dubbio colorito, da me utilizzato durante l’ultima seduta del consiglio comunale, il 30 giugno, che però non voleva essere offensivo di un’associazione importante come il coro Stella Traffiumese, per la quale nutro il massimo rispetto, così come è massimo il rispetto per quanti operano in tutte le associazioni di volontariato sul territorio, a titolo gratuito e con grande abnegazione.
Ai coristi, alle persone vicine al coro, e comunque a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie parole porgo le mie scuse.
Francesca Zammaretti

lunedì 20 luglio 2015

La bella lavanderina


Mio caro Renzo,
sono giornate calde come piacciono a me.
Si fanno incontri bollenti, come piacciono a me.
la mia madelaine
Per esempio stamane sono incappata nel grande celodurista, sai che a me piacciono così, duri e puri, soprattutto amari, i cavoli, comunque da vero gentilman ha fatto i complimenti alla mia tintarella di luna, si è informato sulla mia condizione professionale (precaria, ma mai stata così felice, alla faccia del re porcellon che campa sui noster pigiòn), mi ha detto che mi posso dedicare alla politica, al mio caro amico re della forchetta.
Io piccata gli ho risposto che almeno non lo avevo votato, il grande pifferaio magico, cosa che ha fatto lui, con la sua coaliziòn.
Ma non ha importanza, il battibecco, né come è andata, perché è andata come doveva andare… 
i panni sporchi al lavatoio sono andata a lavare (grande fascino de la mia infanzia che per me il lavatoio è come la madelaine di Proust, un coacervo di ricordi inestricabili….)
Qualcuno deve aver avuto la mia stessa idea, perché l’ingresso era bloccato da una Montagna di spazzatura, pronta da ritirare, mentre noi una salata tassa dobbiamo saldare.
La tua sbiancata 
(effetto candeggina) Bianca

domenica 19 luglio 2015

la cartolina rockettara


tuch sul trenino a fare ciao
Mia cara Bianca,
ieri sono andato a spasso, ma non al guinzaglio: c’era una festa nel borgo antico, la festa della pizza, ma alle nove di sera erano rimasti quattro gatti che ballavano sulla pedana del liscio (due organizzatori e due bambini)… che tristeza. 
La movida era tutta nel ‘salotto buono’, alla faccia di chi si è sbattuto.
Ho fatto persino un viaggetto con il trenino: roba da paese dei balocchi e con la zampetta facevo bau.
In piazza una banda di fiati (i miei preferiti) e sei manichini anoressici che ballavano allo specchio della loro vanità (stile debuttanti, ma con l’emozione appassita).
Ecco quindi la mia cartolina dal paese più rockettaro della riviera.
Un beso quasi obeso
Renzo

giovedì 16 luglio 2015

Ciapa la cùa, anche se ti gh’è l’appuntament



Sono reduce da una bella mattinata in sal d’attesa da la nuova dottoressa: avevo l’appuntamento diligentemente preso venerdì, dopo essere stata nella stessa sala d’attesa, senza appuntamento, straboccante di umanità bisognosa di cure e di affetto.
Ora dico, per fortuna e non per colpa della dutturessa, che deve essere una che lavora bene e quindi lì dentro la stanno probabilmente già sciroccando, avevo l’appuntamento:  ho aspettato più di un'ora poiché due barellati arrivati d’urgenza dai campeggi hanno avuto la precedenza, quindi miei cari, nel bel paesello, per farvi curare urgenteMENTE, conviene prendere una tenda e accamparsi, magari nel giardino di qualche villa (campeggio abusivo, altra incitazione al reato e sono sempre qui che aspetto le denunce).
Poi è arrivato il boss dei boss dei duturoni (mia chel sant hom che nung’ha nient de mei da fa che sta lì i pover zitel a cunsulà e poi ti te manda au creatòr e ti g’ha già mandach il pater familias, ma è una storia vecchia di incopetenza, travestita da mellifluità). 
Il boss sudato Mi ha salutata e io g’ho dich de mia farl che lu me stava su i pal: sembra uno spretato e parla come uno spretato ed è viscido come uno spretato… (vuoi vedere che qui mi arriva veramente la denuncia della Curia?).

Comunque lì in de la sala d’attesa è un bel macello, altro che fiore all’occhiello.

La tua fedelissima come l’arma, Bianca

martedì 14 luglio 2015

pIzza nel cartòn per il fascistòn


A volte ritornano, perché non se ne sono mai andati, sono certi fascisti d’antan, armati di carità pelosissima…. Allora cosa fai? Ti tocca invitarli a cena nel Castello che non è tuo e siccome sei anche un po’ stanchina di spignattare gli presenti una bella pizza nel suo cartone, la più buona, quella di Nello, il vero pizzaiolo napoletano e lui, tra un boccone e l’altro, ti dice: certo che hai fatto un affare a tuo marito sposare.
Poi non sapendo di farti un complimento, mentre si parlava di sussidi e domande di disoccupazione, ti chiama ASPIDE.
Ma non è così grave e non varrebbe la pena perdere il proprio tempo a parlare di un altro sorcio, se non fosse che anche questo fa parte della fauna di questo luogo, e te lo sei tirato in casa e gli hai offerto il fianco della tua sofferenza, ma lui non è solidale, è peloso.
Quindi non un invito a diffidare, non sia mai, quanto a evitare di spignattare per i fascisti: si rischia solo un bel rutto in faccia….
Sempre allegri dobbiamo stare, ma ho ancora qualche sassolino da lanciare.
La tua micioletta ispida imbriaca dell'odore del vento

Manifesto

lunedì 13 luglio 2015

Abbassa i mutand!

tri parcheggi tri

Mio caro Black Jack
In queste giornate rocambolesche si fanno incontri animaleschi e anche non. Persino degli incivili che in nome dell’urbanizzazione selvaggia, per la PEC, piano edilizia convenzionata, credo, ma nn ne sono sicura, trasformano una piccola arteria stradal, con tre parcheggini tre inopportuni e più volte segnalati, in posti dove rifare vetri, specchietti e fiancadi (come chi non raccoglie la cacca in da la strada, ma almeno fosse cacca, è un danno molto più grave, anche se non mi piace fare la moralista).
C’è poi chi sta costruendo un bel terrazzone sul lago, che quando cadrà (sembra lo stiano facendo apposta), forse farà saltar su un faraglione, tant’è il cemento che stanno colando, malgrado lì sia davvero profondo e blu, come a Sorrento.
Quindi attenzione, battaglione, da un lato la frana che incombe, dall’altro il balcone destinato a crollare, perché non una bella superstrada progettare e sconvolgere e snellire la viabilità così intasata, come il supermercato nel dì della festa, che ci incontri il bello e la bestia?
Sotto la ciclabile già finanziata dai contributi di quella gatta morta che si chiama UE, o vacca grassa per ora, che am pari un altro magna magna anche càl lì.
Ma queste sono solo supposizioni di una mente accelerata, mi dirai, mio caro Black, e forse hai ragione, che è una bella cosa da dire a un asèn... ci vogliono le prove inconfutabili….
E allora lasciamoglielo fare questo danno irreparabile al paesaggio, per dire come Cassandra, mì av l’avevi dich: magra soddisfazione di chi non è profeta in patria.
Siamo tutte tette e distintivo, e aspettiamo Sean Connery che ci porti in salvo, mentre sputiamo in faccia insulti al Padrino!
Perché Sean Connery?
In quanto scozzese, porta solo il kilt sotto niente mutand e u gà i bàl borchiate, quindi l’unico per il quale si possa provare ammirazione nonché rispetto.
La tua allupata Blanchette

Canobi è.......

domenica 12 luglio 2015

PIZZA connectiONE


Mia cara Bianca
Siamo qui ed è una pizza Connection che assomiglia ad un romanzo del Manzoni, un altro capolavoro che può essere considerato una mappazza o veramente il nonplusultra della letteratura dell’epoca, a seconda dei punti di vista. 
Io l’ho letto due volte, I promessi sposi, la seconda in ospedale, quando mi hanno fatto la festa (sono una alla quale casualmente non negli ospedali riservano una particolare attenzione, per questa ragione solo all’idea di entrarci ho un attacco fulminante di diarrea a spruzzo su infermieri etetciù).
C’è don tABBONdio, che più che essere imbarazzato su chi sposare, Renzo con Lucia, o Renzo con una banda di pop rock indie veramente brava (ma ancora non erano contemplate le unioni di fatto), non sa che sacchi raccogliere dopo il mercato della domenica, quindi nell’imbarazzo della scelta, raccoglie, su ordine del grande capo, tutto quanto, tanto pagapapà (che saremmo noi, incompasevolMENTE).
Se poi nel nero (che brutto nome, ribadisco, per un sacco che è bianco e c’è di tutto, se no ti cucchi il multone e io amo i neri ribadisco principalmente per la loro grinta e vorrei una pellaccia nera come il carbòn di quei minatori che erano i miei antenati, schiavi dei faraoni dentro le piramidi) c’è anche l’umido del ristorante che era un bar della grande piazza, chissenefrega, non siamo mica lì a far la raccolta differenziata, con sto carnaio….
È un’incitazione a delinquere?
Sì, e sono qui che aspetto la denuncia…..
Black Jack

In attesa del viadotto.....

sabato 11 luglio 2015

Jamiroquai - Virtual Insanity (Official Video)

Chi c'è c'è e bon appetit!


Mio caro shon home,
oggi mi hai fatto tremare la pancia dal ridere e così in questo paesello, così piccolo, così bello si fanno incontri non del terzo tipo. Mentre un lupo annusava una principessa, di ritorno da una mostriciattola stupefacente, ho comprato una panserotta estiva e la pianterò non so dove, pensando a te.
Sulla mostra direi che è mostruosamente bella, ma non nel senso che ogni scarafone è bello a mamma sua, nel senso che ha un certo non so che, quindi chi c’è c’è, chi non c’è, son solo fatti suoi. Quindi caro pifferaio magico, oggi mi hai stupita, e sono persino riuscita a mangiarmi un peperone all’inaugurazione.
Scale che salgono, ali che si librano, se vi fanno molto Leopardi, vi consiglio le ortiche: solleticano la mente … i quadri, per il quale non so coniare il genere, se non dissonante allegro,
quello che mi ha colpito di più: un bel calice di sangue blu, quello che come lady Macbeth vorrei bere, ubriacandomi di gioia de vivre. C’est la vie, ma cherie e complimenti allo chef!
Sempre tua finchè non ti stufo (nel senso cannibalesco del termine)….

Alvaro Soler - El Mismo Sol

mercoledì 8 luglio 2015

pesca dell'oro


Hallo my darling, che vuol dire: và a laurà barbùn
Scusa el ritardo del mio post, ma oggi mi sono addormentata sur pisello, sono la bella principessa del bosco e aspetto il mio principe azzurro al quale tirerò le orecchie per questo imperdonabile smacco.
Lo farò non perché è il suo compleanno, ma per vezzo, a ritmo di chitarra elettrica, sulle note degli ACDC!
Fato questo voi vi chiederete se lo amo o no e io lascerò sospesa la domanda, perché deve essere come la Gioconda che guarda strabicaMENTE dal Monte Feltro…. Un mistero e così a mesterpiece.
Dopo la viulenza non gratuita andrò a pescare l’oro lungo il torrente, o altri metalli pesanti e preziosi, come paperONE dei paperONI. Il pappone dei papponi.
Dopo la pesca farò un’analisi alla fiamma, nel mio laboratorio artigianale, sperando di nn provocare un’esplosione…
Aleghèr, siamo nel Klundike

martedì 7 luglio 2015

Musica per le nostre orecchie

https://youtu.be/ynEOo28lsbc

Andèm a fa in fanghi in fondo a la galleria: son de risulta

I've got a pc au cuntrari

Hello my friends, che vuol dire Iammè ya:
oggi (ndr ieri per chi legge, ma io ci ho il fuso e le fisse in da capa tosta, anche se non ho mangiato il toast in autogrill, sur viadottone che sovrasta er cupolone) andai in un paesino senza spocchia, in una valle  quasi disabitata, ma di una bellezza disarmante, come quelle donne oramai stanche, ma mai indomite.
Ora questo paesino è tanto bellino che quando ho fumato la mia sigarettina, nel vano di una fontanina, con annesso lavatoio, non sapevo dove buttare il mozzicone, così me lo sono riportato a casa e adesso l’è in da la mia burseta che spuzza.
Non sono andata per un evento felice, ma per essere vicina a un’amica bellina, che in quest’occasione, una delle più tristi, ho visto fiera e decisa come un animale selvaggio (nel castello, come me del resto, non si sentiva a suo agio).
Dopo il seppellimento in quello che doveva essere il Castello (ho perso un po’ l’orientamento, siate pazienti con me), di quella donnina, costretta dalla malasanità e dalla buntade della medicina territoriale, dopo un vita su chei graditt, ad andà a murir in pianura, e aver seminato l’inseguiTOR, a sunt andacha al circùl a bev e a giugà i cart.
An ome, hombre con un’ombreta in man (a dir il vero si è fatto due birre e un gelato), mi ha chiesto di me con estrema delicatezza e mi ha parlato di quanto fosse bella la donna seppellita nel castello in cima alla salita.
Abbiamo ammirato la valle e soprattutto discusso di bagnoschiuma (sempre l’istess del fundàl di cui sopra), ma me ne sono andacha con un atroce dubbio: non è che il porco ci ha l’idromassaggio e anche la s.p.a. e se fa i fanghi con la risulta della galleria che collega i foss all’Opera Pia?
Have a nice day in cotè azzurr
Blanchett
E se parlo tutto fransè è perché mi sunt internazionalizzata e interiorizzata

Pazza Idea


Buondì dolcezza,
ti racconto le ultime novità….. ieri io e Bernie siamo andate a un consiglio comunale (proprio non avevamo niente altro di meglio da fare), ma è stato uno spasso: ce siamo divertite comme allo stadio a vedè ‘e partite. In effetti eravamo sugli spalti, a tirare sputi, fischi e fiaschi.
Da principio sembrava un film già visto: parole come buonsenso contro le proteste, non sappiamo vaghi, biascicamenti pilotati nel microfono di chi volutamente  non vuol farsi capire mentre le spara e dovrebbe SCANDIRE le parole.
Per esempio le barriere di sicurezza inutili lungo una ciclabile che si snoda come uno snake lungo un precipiZIO, le fatture scomparse di bici di polistirolo che non si sa quanto siano costate e chi le abbia fatte (che se si sa va pure nelle rogne), e poi la questione spinoza della cagnara del canile: insomma siamo o non siamo uomini, donne, cani, in un canile all’incrocio delle vie dove fare una bella rudunda che porti alla pazza idea di fare un’ikea…….
Ti amo follemente e un criminologo ha detto che non sono persicolosa, per ora
La tua Bianca

domenica 5 luglio 2015

live your life with a sMILE


Mia cara Bernie,
ho cambiato punto di vista, ho messo le pinne il fucile e gli occhiali e ho preso l’ascensore: volevo fare un tuffo in piscina sorvolando una ciclabile di nuova progettazione.
Temevo che i condomini me lo impedissero, per via della pazza idea di fare un’ikea, ma non c’era in giro un cane, eran tutti in piazza a raccoglier fondi per la solitassociazionesenzascopodilucro. IL gatto mi ha guardato esterefatto: non mi aveva mai visto con la maschera e si è spaventato.
Ha cercato di dissuadermi dal tuffarmi, gli ho spruzzato uno spray al TURGAI. Da brillo abbiamo, io e il mio gatto, iniziato a ragionare meglio, gli ho dato una carezza poi mi sono persa e comunque il tuffo non l’ho fatto: avrei potuto impiantarmi nella piscina con la fiocina, perché è ancora in costruzione qui a Paperopoli dove corre ogni furgone, dove ride PaperONE.
Insomma chi vuole dedicarsi alla pesca d’altura deve accontentarsi di un gatto (si fa per dire). È un’ingiustizia: dalla rabbia vi faccio tutti neri…. Ma non è una minaccia. I neri mi sono sempre piaciuti: la loro parte migliore è il sorriso che dedicano con parsimonia, soprattutto qui a Topolinia, dove tutti si tengono in linea.
La tua alma blues

Antony And The Johnsons - You Are My Sister (Cut The World)

state BUoni


Ciao cacao meravigliao
Sono stupefatta, me sento fatta come una trota de ddt, o de mercuro cromo, o di un inerte radioattivo buttato giù per sbaglio forse anca no da la scarpata e mì che l’ho pena pena scampada pensavo di essere una perseguitata: in realtà volevano deviare il corso del fiume (sono la solita autoreferenziale affettata de paranoia)…..
Sono incappata nei sigilli dell’uomo ragno e li ho violati traversando un fosso che era un canale, in cerca del canneto dove le canne degli organ suonare!
Le ho trovate in cime a la scarpada (sempre la solita) e le ho fotografate de luntàn.
Mi scolo una birrozza coi piedi nella tinozza, sotto un masso erratico, ma se prendo il cavaliere gli faccio un mazzo. È bizantino ha buongusto ma è uno screanzato alluppato.
Ora siccome sono alla ricerca della pietra del sacro Graal, datemi un’aringa secca su un piatto pieno de briciole: chi me provoca, me lo magno, ma prima gli faccio una radiografia: sono una donna Pia………………………………………………….
Ora ve lascio: devo andare ad allattare Tarzan!
Mamma la turca che ti fa buh

sabato 4 luglio 2015

Mille bolle blu


Cara Bernie,
ti scrivo piena di gratitudine per l’ennesima bella jurnata de sole mio che ci siamo regalate.
Con la mia divisa da ballerina di can can ho fatto un po’ di baccano in piazza: ma, con grande stupore e un certo dispiacere misto a tenerezza ho incontrato persone di cuore ma che faticano a campar e che quindi alla notizia del nuovo balzello hanno avuto un coccolone (mi è spiaciuto soprattutto essere io a dag questa bella notizia che è la solita pillola amara che anche con lo zuccherino della malainformaTION se fatica a deglutì).
Ho parlato con Guido che mi ha fatto riflettere sull’importanza della base della piramide (è un principio della fisica al quale non avevo mai pensato prima) e con un simpatico straniero molto più interessato ai pesciolini intrappolati nella mia collana africana, che alle mie tette (un gentilman): mi ha fatto seriamente dubitare sull'utilità di fare esperimenti sulle cose belle perchè si corre il rischio di romperle.
Di pomeriggio abbiamo sguazzato insieme nell’acqua un po’ schiumosa di un rio, e sui massi erratici cercato le tracce di un misterioso passato (parean colpi de mortaio, ma non sono un’esperta) e ho un’ideazione piuttosto scatenata.
Tu Bernie sei fatta au contrari, per esempio se hai paura ringhi alla luna come una licantropa, ma ti morivet de calura e quindi hai apprezzato un tuffo dove l’acqua è più blu, a parte la solita schiumetta più volte citata e spesso analizzata, che deve essere probabilmente bagnoschiuma o mille bolle blu emesse dal monster che abita nel fondale melmoso.
Una abbraccio tiepido
La tua Bianca

Lugano Addio - Mauro Ermanno GIovanardi

Un bel magnaRE

venerdì 3 luglio 2015

E la luna bussò


Cara Nella
Adess mi a te scrivi questa epistoletta, perché sei l’ultima arrivata nel branco: eri talmente grossa e abituata a non competere per il cibo, che qui da noi, nel gattile all’incrocio delle vie, sei dimagrita e sei diventata un figurino, come se ti avessero fatto la liposuzione.
Eri di sicuro una gatta viziata, ma anche a te, oramai, t’hanno abbandonata, qui, e qui non ci stai malaccio, ne hai persino guadagnato in salute.
TE che dal dietologo spendevi un patrimonio, seguendo la moda dei social, se qualcuno si avvicina alla ciotola, ti ghè un tal stremizio, che ti passa l’appetito.
I primi giorni, ti ho chiamata pappona, per la tua voracità, adess che ti sé una silhouette, a so minga come chiamatt.
IL tuo è stato un ricovero forzato che gattile all’incrocio delle vie.
Ora sei solidale con i volontari che fuori dalle mure protestano per te: si rischia che per tuch sto burdèl, chiamata concessione (un altro permess, che implica un balzell, come nella roccaforte di cui prima, o sotto e sopra, non so, dato che ho perso la trebisonda, da quando mi occupo di viabilità e di vivibilità), faccian chiudere il baraccone.
La mia impressiONE è che siamo tutti in da la stessa barcheta a remì, che parte piena, e torna piano, e sotto il fondale la pozza compare e i pess a se riempin de mercuri, e nù a mangem deli gran schifezz.
Quindi la cosa migliore da fare è aspettare lo sgombero con serenità e prima de fargli mao tze tze, affilarsi gli artigli.
TiMOti

AttentiONE alla viaBILITà

In direzione ostinata e contraria


Cara Minnie
Ieri ho lavorato poco.
Ero stravolta. Più che altro stupita per il fatto di aver fatto in questi giorni un tale can can passato inosservato: insomma non sono stata ancora né rinchiusa, né picchiata, né legata al letto con il pannolone addosso, tantomeno mi hanno tirato una bella revolverata alla schiena. Direi che sono una gatta fortunata.
Mi hanno portato una torta.
È stato il mio piciONE viaggiatore.
Che ringraZIO sentitaMENTE.
Non potendogliela tirare in faccia, (oramai avrete capito che sono un’ingrata): l’ho dovuta mangiare, fortunatamente in ottima compagnia (NON SUA).
HO tirato un grosso bidone a quelli del biscione, che adesso hanno cambiato bandiera, ma i è ancamò istess travestì dè cheli bOn.
In realtà la cosa migliore sarebbe stata tirare a loro la torta in faccia, che è una scena che mi ha sempre fatta sbellicare nelle comiche di Stanlio ed Ollio.
Io non ho capito se dormo con Stanlio od Ollio, ma è un bel dormire!
Mossica come una Tarantola.
Ti abbraccio, tanto tanto tanto
La tua Lucy! Olè

mercoledì 1 luglio 2015

Bocca di Rosa - Fabrizio De Andrè

PAPERopoli


Cara amica sassina, accusata di ogni delitto e quindi pluripregiudicata, volevo dirti, che in questa casetta, senza tetto, sono un senzatetto, la cosa principale, l'è nascund la man, mentre se tira el sàs.
Definizamola, più che carità pelosa, di cui sopra, una mira perFETTA.

Ora, dal regno dell'ADE là Idee bizzarre, saltano al luce, come LUCCIolè, vuoi vedere che sono una piccola prostituta? Una bambina prodiGIO. Abito in Thailandia, o qui o su o là.

Sottà i sol dei mè scarp.

Non so il mio nome, ma so che c'è l'ho CORNUTA!

Bernie ed io oraMAI siamo un'associazione a DELINguere, senza scopo di lucro, un azzardo incontrarci per la via e sorriderci mestaMENTE.

Abbiamo intenzione di svaligiarti il VILLONE, del caro pappONE!

A se tratta DE PAPerONE de PAPer ONI

To the numerONE


Mio caro Alpacaino,
ti scrivo perché sei famoso e anche bello si pa per dire, soprattutto ti ghe sicurament un burselìn che u sciupà de DANè (ma questa è sta una cosa crudele che a gò dich, ti me voret scussà) . Ti s’è un gran lavurator siur la pelle degli altri ti ghe a cor.
Ora mi a gò la cassETTTA piccina, l’è piEna de bucc da sfamà, ma per un mio dUbbio esistenziale, non so come far per PIZZA el gAS. Vorrei un bell PAPPONE per il mio bestiolONE.
Sempre la solita questione esistenziale che mi attananglia come una pINZA.
ORA PRO NA, fatta su a CROSetta, mì te invio la preghiera dei disGRAZIAti!
Fam diventà la tua CortiGIANA, al gò come una bella DamiGiaNA.
La tua bistTECCA preferita

Bella Ciao - Modena City Ramblers

martedì 30 giugno 2015

ciao bella


Ciao a tutti: sono una bastarda. In cerca di adozione. No grazie.  Nella comunità dove vivo mi chiamano ginetta: è un vezzeggiativo simpatico come la loro carità pelosa.
La carità pelosa, te lo spiego Renzo caro, è quella che proviene dai buchi maleodoranti del cuore. Così a furia e dagli con questa carità pelosa del tuo buco sono diventato molto cattivo: un cane rabbioso. Vivo al canile.
Puoi anche ridere, ma tieni i tuoi polpacci lontano da me, ma soprattutto il tuo wurstelone, inversamente proporzionale al cervello (so che il concetto di inversamente proporzionale ti ha lasciato perplesso).
Sono nera e ho una macchia bianca in testa. Ho la bava alla bocca e un appetito famelico.  Mia mamma faceva la serva, ma era una signora: non ha mai avuto il coraggio di raccontarmi com’è andata, ma ho capito che si vergognava, più che di me, di sé stessa. Solo che la stessa onta me la porto addosso, l’onta della bastarda diventata rabbia.
Adesso voglio dirle, parassita, che sono un po’ meglio di lei che ride in chiesa, si fa pagare la bicchierata dal porco che mi ha armato la mano. Volevo dirle che l’aspetto ghignando e fischiettando come si aspetta la morte, e proprio per questo, so che ha paura di me. Venga qui, che le faccio una bella carbonara come quella che mangiava alla scrocca nel circoletto che era una scuola, poi magari apro le gambe, per farle fare una cavalcata che la disorcionerà, finalmente, che guarda caso ha la stessa radice di sorcio. Sei un sorcio. Vieni se hai il coraggio. Ti aspetto sulla porta in piedi, armata di una sigaretta, so che non mi dirai il tuo nome, ma che casualmente non, saprai il mio.

L'arca acca, il pesce là, ovvero a cavallo di un pesce indomito


In questo mondo sempre più alla rovescia, come dal fondale profondo del mare si fanno scoperte rocambolesche.
L’altro giorno ho comprato in un bar degli anelli al formaggio: avevo fame. Poi ne ho tirato uno a un piccione per fare la generosa pelosa e lui mi ha snobbato: deve aver pensato fosse un canotto e quindi se uno ha fame non gli puoi dare un canotto, lo dovresti nutrire amorevolmente.
Direte che il piccione si è comportato da ingrato, io dico che il piccione è stato un duro: ho dubitato che gli anelli gialli fossero di formaggio e ho cominciato a pensare che si trattasse veramente di un canotto di gomma. Boh
Oggi ho avuto una grande soddisfazione. Prima cosa ho trovato un bel sasso liscio e caldo sul quale prendere il sole come una biscia. Poi ho nuotato con la mia amica feroce (una sassina) e ci siamo fatti coraggio a vicenda. Lei ha visto un galletto ne è rimasto talmente affascinata che voleva darsela a gambe legate, io volevo guadare il fiume per stanare il nemico. Nessuno di noi è riuscito nell’impresa e abbiamo fatto un bel girotondo.
Credo di aver spaventato dei sub che sono sbucati stile mostro di lochness dalle acque profonde. La mia amica cattivissima gli ha ringhiato contro, loro a far battute sul fatto che sassina che abbaia non morde, ma devo dire che io e la mia amica Bernarda stiamo facendo squadra: ci stiamo divertendo e siamo tornati a casa si fa per dire con la lingua penzoloni e sudati come caproni.
Ora io ho cercato tutto il giorno l’occhio di un pesciolino giallo sperduto nel mare ma trasformato in un fenomeno da circo stile villaggio alpibuh. L’ho cercato calpestando il selciato e spiando dietro i cancelli che un tempo erano vie, intanto mi sentivo un serpente a sonagli (la mia autostima sta levitando come quella di un levriero rasta fiero e un po’ stracchino quindi sempre più puzzolente).
Vuoi vedere che mi sono mangiato un topo? Lo sputerò in faccia al mio incantatore che poi cari amici è anche il vostro dato che siamo tutti sulla stessa barca, l’arca di Noè diretta alle Bajamar.
O vuoi vedere che il nostro è un barcone guidato da uno scafista con il naso arricciato (sempre lui) e rischiamo un bel respingimento?
Siamo clandestini in viaggio verso un paradiso perduto. Che fortuna! Così fortunati incolpevolmente.
Cicci (abbraviazione di cattiva de coccio) conviene imparare a nuotare! 
Alla frontiera ci regalano una brioches e ci fanno la doccia perché han paura del contagio. 
E poi ci rispediscono al mittente con un bel timbro.
Per questo giriamo sempre armati con l’accendino (i cagalones più sono secchi più meglio prendono fuoco). Ops ho detto più meglio e non si può!
Il tuo zebrone a pois

lunedì 29 giugno 2015

è primavera, svegliatevi picciriddi


Ogni tanto affondano, le navi alle quali hanno tirato una bomba. Poi danno la colpa al capitano, era antipatico, di nome e di fatto, de iure, appunto.
Anche io parlo da sola, peccato che mi sentano tutti, oppure faccio la radiolina.
La mia trasmissione preferita è il ruggito del coniglio: sparano così tante cazzate che non posso fare a meno di ridere, qualcuno di sicuro intanto sta rosicando.
Il mio gioco preferito è il trivial: quello in cui dientro c’è la risposta alla domanda che non sa mai nessuno.
Solo una volta ho tirato su per sbaglio due carte è saltato fuori che qualcuno di importante va in giro in babydoll. Tutti gli altri non hanno capito, io giù a ridere a crepapelle.
Poi quando ti chiedono Uela, come va e intanto gli ride il buco che hanno nel cuore, tu cosa fai, guardi e passi.
Ci bevi sopra al bar con un’amica e fumi, tu che da piccola eri un’accanita sostenitrice del fatto che il fumo faccia male.
Per esempio adesso che sono così alla rovescia, prenderei a ceffonate il mondo, ma l’unico ceffone l’ho tirato da piccola a un bambino: amava un’altra.
Così ho iniziato da piccola a menar colpi, mai bassi però o alla schiena!
Non voglio sembrare buona, mi sono anche stufata di far la capasanta, è che solo i porci fanno certe cose e qua lì e là il mondo è pieno di porci, tanto che sto cercando di attirarli tutti qui, nella porcilaia dove vivo, creata DELIBERATAmente.
Ho fatto tante di quelle scoperte, senza capirne una, che adesso voglio andare in bici e ridere come una mattacchiona, quindi vado a farmi un selfie, o lo chiedo alla garrula che intervista il potente. Mi fa le foto sotto la bandiera e intanto a un altro consegnano una targa. IO sorrido come al solito e intanto mi guardo alle spalle, che non si sa mai.
Per fortuna che esistono i sUb. O le motorette.
REnzo

epistola


Cara Lucia
uso il mio blog personale per due o tre confidenze nell’orecchio che non sente nessuno.
Oggi qui è la festa del Santo Patrono di un paese oltreconfine. Sono tutti a casa a fare festa e io qui sola soletta (come un assito assunto in cielo, quindi profondamente marcio, roba che ci passa la luce di notte per il topo di fogna che corre sul tetto) e guarda dallo spioncino del citofono, o vede le mie belle tette rodonde nella lavatrice, insomma mi vede ovunque io vada e qualunque cosa io faccia, tanto che sa di me cose che io non sapevo.
Allora attenzione chissà perché quando i porci fanno festa, c’è sempre qualcuno che comincia a battere i denti.
Ieri per esempio ho fatto il bagno vestita.
Oggi ho mangiato una tarantola: mi sono pentita perché era mostruosamente bella.
Ho rischiato persino di essere baciata da un pitbull.
Poi mi regalano collane complicate fatte dai bambini: una soddisfazione mettersele.
Sono fatte di coccio o di cartapesta e così vorrei andare a vedere se si sciolgono nell’acqua, ma siccome sono tanto belline, non voglio tentare l’esperimento: non vorrei scioglierle nel ghiaccio…
È una vita che faccio esperimenti.
Ieri per esempio ho dato un calcio alla spia: si sono accese tutte le luci.
Sono tutta mia madre che per ingrandirlo, aveva guardato uno scorpione con il binocolo in corridoio.
Le parole hanno strane assonanze.
Una vita a piangere quello che non è mio.
Orca miseria. Mi sono venute due palle così.
Per sport vado a pesca: certi pesci vengono a galla subito.
Ma miro alla faccia del grande porco (senza offesa).
Quello che arma i pistoleri come me.
Firmato:
il tuo pistolero stanco

domenica 28 giugno 2015

Casteddu la nostra rocca forte


Vai in giro di qua e di là come una mosca cieca e vedi tutti questi bei lavori che fanno.
E ti dici: complimenti alle maestranze.
Hanno proprio lavorato per creare delle opere d’arte.
Elogio al potente sua maestà re bisteccone, senza offesa per nessuno.
Allora vi racconto una storia.
Per esempio prendi un bel circoletto dove si mangia bene, in cima a una roccaforte.
Lì forse un tempo doveva esserci un casteddu, pieno di gente che parlava tutto con le U.
U che bello!
E quella magari era un’osteria dove si faceva bisboccia, o magari una scuoletta dove i bimbi delle U imparavano le altre vocali (con il sudore delle maestrine, ma questa è un’altra storia).
Ora il circoletto non può più fare la pappa, nemmeno un panino a un bambino.
Perché?
Per via dei permessi.
Capppero vuoi mica che lì dentro tornino a ballarci i topi?
Facciamo un esproprio o un’alienazione o un suo capione o un pesce in carpione.
Tanto quelli si scannano e quindi anche se gli diamo che so una bella valigetta di soldi e gli garantiamo che tutto rimarrà alla popolazione perché andrà a unassociazionesenzascopodilucro (l’associazione, non loro, loro chi? Non so, ero troppo impegnata a mangiare le patatine al posto di un bel panino al salame o di una carbonara, la mia preferita).
Come definirli?
Gli amici degli amici degli amici degli amici di Re bisteccone.
Qui lo dico qui lo nego.
Sono una che si è quasi bevuta il cervello. 
Quindi conviene dar retta al RE er pinco pallo!
Lui ha sempre ragione e quindi io mi fido ciecamente di lui. Vi permetto una pernacchia a patto che non puzzi troppo.
Voi se siete più furbi di me e lo siete, io lo so, vedete di votarlo ancora.
Come si dice? Mazziato e contento?
Io?
Sono una vipera cornuta! E vi faccio ciao.

sabato 27 giugno 2015

W il lupo!


Già che sono in vena di confidenze e oramai condividiamo lo stesso destino di ospiti abusivi vi racconto le mie ultime giornate, un po’ strane, ma molto belline.
Alle volte in due o tre giorni, una vita apparentemente tranquilla come un mulino bianco viene travolta e sembra di essere in Central Park o a Fort Knox, o dove vi pare.
L’importante è stare in buona compagnia, che non vuol dire con gli amici degli amici.
Ne basta una di amica che ti porta fuori, bella come una cornacchia arrabbiata e che ti dice: guarda che tu non sei una donna, sei un falco!
Io che credevo di essere una pulcina mi sono esaltata e ho alzato le braccia al cielo.
Prima avevo fatto un bel giro dell’oca in circonvallazione, sono arrivata nel Bronx, ho bevuto un buon cafferozzo in un baretto e ho detto arrivederci a un cieco (ma voi mi conoscete meglio di me).
Ho fumato come al solito come una turca, ma io preferisco quello alla pippatina.
Nel Bronx ho fatto dei bellissimi incontri.
C’era Diego al quale ho detto qualche parolaccia in siciliano. C’era anche uno del quale non ricordo il nome che mentre mi faceva la foto mi ha scambiata per un pareo. C’erano Cinzia e Teresa, tutti i nomi non me li ricordo, ma il più bellino di tutti era Franz che faceva ballare persino le sedie. Non è da tutti. Fabio mi ha fatto una bella sigaretta, io gli ho tenuto il filtro, poi l’ho abbracciato perché è stato un uomo. Adesso non chiedetemi tutti i nomi, sono senza memoria, ma non dimentico: Lucia per esempio mi ha dato le giuste indicazioni, ha un motore da formula Uno. È l’unica alla quale ho fatto delle confidenze. Lei mi ha detto di far sparire la prova del reato che mi posso anche beccare una denuncia.
Nessuno ha capito che son qui che l’aspetto una bella denuncia, così mi portano dentro e comincio a cantare. E a ballare la zumpa. In fondo io a un corso di zumpa non sono mai stata anche se i balli di gruppo sono i più divertenti. Faccio yoga, forse, ma potrei anche ballare il flamenco. Intanto dar fuoco a qualcuno. Peccato che la cacca non brucia. O meglio brucia solo quando è secca. Meglio ancora se è un fossile.
Comunque non sono più così arrabbiata, se la notizia vi può consolare, ho deciso di andare a fare un giro al mercato.
Buondì
Ps: mentre facevo tutti questi giri, di qui e di là, ho pensato soprattutto ai problemi della viabilità.
Vorrei dire come ha detto qualcuno che il nostra principale problema è il traffico. Siamo  proprio come la Palermo degli anni novanta.  Ma adesso vi prego datemi uno stuzzicadenti, che mi ci devo cucire la bocca. Le zanne me le lavo con un dentifricio fosforescente.