Pensato e scritto da chi voleva cambiare il mondo, invece si è accorta che è stato il mondo a cambiarle i connotati.
Insegna luminosa
sabato 11 ottobre 2014
giovedì 25 settembre 2014
Le battute (in)felici dei dottori
Siamo,
nel Consiglio Comunale, in un consesso di dottori, dottoroni e dottorini dotti
e beneducati. Chi laureato in architettura, chi in legge, chi in medicina,
etc. etc. etciù.
Talmente
fini che “con sesso” è proprio la
parola giusta, visto che le battute sessiste o a sfondo sessuale non sono mancate.
Lasciamo
perdere il fatto che qualcuno ci abbia detto che non capiamo niente di
amministrazione (al terzo consiglio comunale al quale partecipiamo, siamo i
primi ad ammetterlo), peccato che al nostro intervento sulla dichiarazione di
voto, per la ratifica del bilancio, con richieste precise all’assessore
competente, costui non abbia spiccicato parola (forse a capirci poco, siamo in
buona compagnia).
Ma
vediamo un po’ il gioco, anzi i giochetti di parole: “lei deve essere instradata”, intendeva al diritto
amministrativo: chissà se dicessero la stessa cosa a una sua parente donna
(moglie, figlia o sorella), come reagirebbe. Ma non pensiamo male, “non si
offenda!”, lui voleva dire “istruita”! Forse siamo noi le permalose.
Altro
giochetto alla votazione: “l’hai messo
dentro?”, “Dai che entra”, “oh, è entrato”: non è un dialogo su una
penetrazione, anche se così pare: il dottore si riferiva ai bigliettini
dell’urna. Forse qui siamo noi un po’ maliziosi. Mah.
“Non è soddisfatta”, ribadito, alla
risposta data alla nostra interpellanza.
Peccato
che la risposta contenesse aria fritta e che la nostra interpellanza
denunciasse una grave violazione della normativa sugli appalti pubblici.
Meditate
gente, e beveteci sopra una bella birra, perché come dicono a Napoli “cà nisciuno è fesso”.
Baci e abbracci e in alto i cuori!
mercoledì 17 settembre 2014
La deposizione di Andreoli
sabato 13 settembre 2014
giovedì 11 settembre 2014
L'accappatoio come passepartout e che cos'è quella robina là? Uno scarico?
Intanto
che le stagioni non sono più le stesse.
Peccato.
Capita
di voler fare il bagno al Lido e di vedere nell'acqua delle chiazze galleggianti
di schiuma bianca: ma cosa sarà mai, dato che non abbiamo neanche più la
bandiera blu?
Abbiamo
allora cambiato contrada, e ci siamo accorti che la schiumetta, cattivella e
misteriosa, alla Darsena non c’era. Ma che bello, marcondirodirondello.
Merito
della corrente del golfo?
Visto
che non siamo così disfattisti ne pubblichiamo la foto a stagione ormai
finita, per non provocare ulteriori danni alla scarsa affluenza di turisti, dovuta al cattivo tempo, ma è stata scattata il 17 luglio
2014 alle ore 9.48.
Alla Darsena a fare il bagno, poi, ci siamo andati direttamente in accappatoio, un
indumento che consiglio per tutte le stagioni: qui infatti, d’estate, i turisti, così
aperti, se ne infischiano di passanti in accappatoio, d’inverno, invece, se vai
a farti un giretto, sempre in accappatoio, chi pensi di incontrare?
Al massimo un lupo mannaro!
Provare
per credere…
Baci e abbracci
ps: la foto under the moon l'abbiamo scattata cinque minuti fa e , come volevasi dimostrare, non ci ha filato nessuno.
ps: la foto under the moon l'abbiamo scattata cinque minuti fa e , come volevasi dimostrare, non ci ha filato nessuno.
martedì 9 settembre 2014
Oltre il confine
Noi
siamo stracci. Stracci per raccogliere il dolore, non diversamente da come
Holden voleva una coperta per coprire il suo corpo morto.
Così
Lidia Zitara, non si capisce e non importa, se citando o no, MC Carthy,
esordisce nella sua recensione di “The crossing”, che io non ho ancora letto e
non so se leggerò.
Què es nel saco?
Los huesos de mi hermano.
Los huesos de mi hermano.
Oppure nel sacco possiamo portare
le nostra ossa stanche e parcheggiarle in doppia fila, ma questo è il solito
commento stupido.
Ad aspettarci, dopo un viaggio
lungo e sofferto potremmo trovare un cane, al quale tirare un bastone, emblema
del nostro dolore.
Tutto questo per consigliarvi il
blog “giardinaggio irregolare” di Lidia Zitara appunto, http://giardinaggioirregolare.com/tag/the-crossing/
e anche “The crossing”.
Ogni tanto ci piace viaggiare di
fantasia.
Per quanto riguarda i nostri
lidi, la stagione forse è stata un po’ triste, per via dei mondiali e del
maltempo, ma questo non c’era bisogno di dirlo.
salùt
lunedì 1 settembre 2014
Ci vuole il naso di Karel!
http://www.repubblica.it/cultura/2014/04/24/news/urania-84383471/
Ogni tanto è bello fare quattro
chiacchiere, così, come si dice in Francia, pur parlé, scritto come si
pronuncia, che non ho voglia di andare a cercare come si scriva effettivamente,
tanto ci siamo capiti.
Ora a Cannobio, nel nostro paesello,
così piccolo, così bello, ha vissuto e lavorato a lungo Karel Thole: un mostro
sacro nel campo dell’illustrazione: quasi tutte le copertine di Urania erano sue,
tanto per dire qualcosa.
Lo so che adesso al massimo
leggiamo Peppa Pig o Gironimo Stilton, con tutto il rispetto, ma Karel Thole è
un patrimonio dell’umanità.
Aveva anche fiuto, perché in una
copertina che ha qualcosa di profetico, per un’Urania scritto negli anni settanta,
dal titolo il dilemma di Benenedetto XVI, disegnò ben due papi, dei quali uno
con un canappione che ricorda proprio Benedetto il Ratzinger.
Ora il nostro comune ha uno spazio
espositivo da fare invidia ai lupi.
Cosa aspettiamo a fare una bella
retrosprettiva su Thole?
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