Ti stai trasformando in una zitella rediviva.
Passi lunghe ore da sola, rivolgendoti alla Dafne e a Merlino [il tuo gatto ipovedente] come se potessero capire e rispondere. Insomma, qualcosa di di molto vicino a una misantropa mattacchiona.
Il pranzo di Pasqua con la famiglia di tua sorella e i suoi amici, in un agriturismo nel quale si mangia molto bene, ha rotto, finalmente, sia i monologhi animaleschi, che la routine.
Ma qui viene il bello.
I pranzi di famiglia, per te, sono una fiera delle amenità.
Passi lunghe ore da sola, rivolgendoti alla Dafne e a Merlino [il tuo gatto ipovedente] come se potessero capire e rispondere. Insomma, qualcosa di di molto vicino a una misantropa mattacchiona.
Il pranzo di Pasqua con la famiglia di tua sorella e i suoi amici, in un agriturismo nel quale si mangia molto bene, ha rotto, finalmente, sia i monologhi animaleschi, che la routine.
Ma qui viene il bello.
I pranzi di famiglia, per te, sono una fiera delle amenità.
Una trentenne garrula ti fulmina quando osi rivolgere la parola al suo uomo [se lo tiene stretto, ma non hai nessuna intenzione di rubarglielo], le risate sguaiate e, dulcis in fundo, chi ha nostalgia del baffetto [Hitler]: gli israeliani stanno facendo esattamente quello che hanno subito, ma la logica del "meglio li avessero fatti tutti fuori" ti fa rabbrividire.
Dopo decenni, a questi pranzi di famiglia, scopri particolari inediti e raccapriccianti di storie familiari, che conoscevi a metà [bambini perduti dal bagagliaio della macchina, e che hanno rischiato di essere sbranati da feroci cani in branco]: aneddoti che non ti hanno mai raccontato nei particolari per la paura del tuo giudizio implacabile [non a torto, dato quello che stai scrivendo ora].
Dopo decenni, a questi pranzi di famiglia, scopri particolari inediti e raccapriccianti di storie familiari, che conoscevi a metà [bambini perduti dal bagagliaio della macchina, e che hanno rischiato di essere sbranati da feroci cani in branco]: aneddoti che non ti hanno mai raccontato nei particolari per la paura del tuo giudizio implacabile [non a torto, dato quello che stai scrivendo ora].
Non sono mancate, bisogna ammetterlo, le risate argentate: è stato tenero immaginare tua sorella, sempre impeccabile, che si presenta dal notaio tutta strepenata dopo aver salvato il figlio dal pericolo di annegare; osservare l'orgoglio di un padre per il proprio figlio e la gratitudine di una figlia per la propria madre; assistere a due amiche che si dividono il dolce perché una delle due è a dieta; immaginare l'espressione scandalizzata di signore altere, turbate, nel silenzio di un'elegante sala da tè americana, da un peto sonoro e puzzolente; sentire l'ammirazione, da parte di un amico d'infanzia, per l'intelligenza formidabile di un bambino; respirare, oltre all'aria buona, la mitezza di un clima di amicizia e amore, anche se indirettamente [e qui dopo il colpo al ferro, l'hai tirato alla botte].
Ammesso che qualcuno legga, ti sei giocata ogni possibile invito futuro a pranzo o a cena da parte della tua famiglia, ti sei inimicata le pochissime persone che qui ancora si degnano, bontà loro, di salutarti... Nonostante ciò, la tastiera è più forte e, dopo un simile pranzetto, grata, torni al silenzio, alla radio ostinatamente sintonizzata su programmi che parlano di libri, di cinema, di spettacoli, al tuo disordine mentale e reale e ai tuoi soliloqui.
Sei inadatta e non smetti di dimostrarlo.
Ma chissenefrega.
Il mondo è al collasso e i matti, quelli cattivi, sono al potere e questo è ben più grave.
Ma chissenefrega.
Il mondo è al collasso e i matti, quelli cattivi, sono al potere e questo è ben più grave.

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