Insegna luminosa

Insegna luminosa

martedì 7 aprile 2026

Dopo il pranzo di famiglia, un ritiro Vipassana per favore

Ti stai trasformando in una zitella rediviva.
Passi lunghe ore da sola, rivolgendoti alla Dafne e a Merlino [il tuo gatto ipovedente] come se potessero capire e rispondere. Insomma, qualcosa di di molto vicino a una misantropa mattacchiona.
Il pranzo di Pasqua con la famiglia di tua sorella e i suoi amici, in un agriturismo nel quale si mangia molto bene, ha rotto, finalmente, sia i monologhi animaleschi, che la routine.
Ma qui viene il bello.
I pranzi di famiglia, per te, sono una fiera delle amenità.





Una trentenne garrula ti fulmina quando osi rivolgere la parola al suo uomo [se lo tiene stretto, ma non hai nessuna intenzione di rubarglielo], le risate sguaiate e, dulcis in fundo, chi ha nostalgia del baffetto [Hitler]: gli israeliani stanno facendo esattamente quello che hanno subito, ma la logica del "meglio li avessero fatti tutti fuori" ti fa rabbrividire.
Dopo decenni, a questi pranzi di famiglia, scopri particolari inediti e raccapriccianti di storie familiari, che conoscevi a metà [bambini perduti dal bagagliaio della macchina, e che hanno rischiato di essere sbranati da feroci cani in branco]: aneddoti che non ti hanno mai raccontato nei particolari per la paura del tuo giudizio implacabile [non a torto, dato quello che stai scrivendo ora].
Non sono mancate, bisogna ammetterlo, le risate argentate: è stato tenero immaginare tua sorella, sempre impeccabile, che si presenta dal notaio tutta strepenata dopo aver salvato il figlio dal pericolo di annegare; osservare l'orgoglio di un padre per il proprio figlio e la gratitudine di una figlia per la propria madre; assistere a due amiche che si dividono il dolce perché una delle due è a dieta; immaginare l'espressione scandalizzata di signore altere, turbate, nel silenzio di un'elegante sala da tè americana, da un peto sonoro e puzzolente; sentire l'ammirazione, da parte di un amico d'infanzia, per l'intelligenza formidabile di un bambino; respirare, oltre all'aria buona, la mitezza di un clima di amicizia e amore, anche se indirettamente [e qui dopo il colpo al ferro, l'hai tirato alla botte].
Ammesso che qualcuno legga, ti sei giocata ogni possibile invito futuro a pranzo o a cena da parte della tua famiglia, ti sei inimicata le pochissime persone che qui ancora si degnano, bontà loro, di salutarti... Nonostante ciò, la tastiera è più forte e, dopo un simile pranzetto, grata, torni al silenzio, alla radio ostinatamente sintonizzata su programmi che parlano di libri, di cinema, di spettacoli, al tuo disordine mentale e reale e ai tuoi soliloqui.
Sei inadatta e non smetti di dimostrarlo.
Ma chissenefrega. 
Il mondo è al collasso e i matti, quelli cattivi, sono al potere e questo è ben più grave.


lunedì 6 aprile 2026

Un personale esperimento sociale alla ricerca di gentilezza

Buongiorno. Oggi non vi scriverò news della Dafne, che mentre cercavo affannosamente le scarpe me le ha portate, né delle mie abluzioni quotidiane nel lago, con le amiche... piuttosto di un esperimento sociale che sto conducendo.

Ho appena ultimato un testo, del quale sono oltremodo contenta e che sto proponendo urbi et orbi, come una novella stalker della Repubblica delle Lettere.

Ci credo molto, nonostante sia consapevole che pecchi di ingenuità formali, anche solo per il fatto che è il primo del genere che scrivo.

Non mi fermo davanti a nessuno, anche perché sono nella posizione di chi non ha nulla da perdere e questo mi sprona oltre ogni limite della decenza.

Appena mi viene in mente qualcuno che possa avere una seppur minima attinenza con il mio lavoro, zac, lo contatto sui social o via mail e cerco di propinargli in lettura la mia opera.

Ora, sono così fiduciosa, che quando qualcuno è così gentile da rispondermi, seppure con un diniego, mi sento felice come una Pasqua (o una Pasquetta).

Mi sono accorta, con sorpresa, di stare conducendo una sorta di esperimento sociale, alla ricerca di gentilezza. E lo scrivo per mettere le mani avanti: se vi contatto, vuol dire che vi stimo, non mi aspetto nulla di più di una risposta cortese e sono felice, davvero, quando qualcuno che per me è importante si prende la briga anche solo di scrivere due righe per dirmi di no.

Se poi volete leggere e darmi il vostro feedback, io posso toccare il cielo con un dito.

In alto i cuori e buona Pasquetta!

domenica 5 aprile 2026

Dafne: croce e delizia

Ho un cane. Si chiama Dafne. Compie nove anni fra undici giorni e comincia a essere vecchiotta.

La veterinaria mi ha detto che si spalma sull'asfalto e non cammina più perché ha mal di schiena: è evidentemente sovrappeso. Così mi sforzo di farla camminare un bel po', ma questo sta diventando un esercizio di pazienza zen, perché stare decine di minuti ferma ad aspettare che la mia signorina decida di rimettersi in piedi e di procedere verso casa, è piuttosto snervante.

Mi porto dei biscottini. Sono i premietti che dovrebbero servire a farla camminare. Ma deve camminare per dimagrire: se le do i biscotti per camminare, ingrassa. Quindi questo è il paradosso della Dafne, ovvero la sua furbata.

Si ferma perché ha mal di schiena o si ferma perché vuole fiondarsi nel campeggio dove c'è una grigliata e si sente un odorino di ciccia?

Non è facile smuovere un cane di trenta chili. Diventa un'impresa titanica. Non posso trascinarla sull'asfalto e neanche prenderla a sculaccioni, perché sarei additata come una che "maltratta" il proprio cane. Di solito mi arrabbio molto e gliene dico di ogni. Vedo i turisti, e non solo, che sghignazzano (mi rendo conto che la situazione è ridicola). Una volta, l'ho sculacciata quando siamo rientrate a casa, sentendomi poi morbosamente in colpa, perché ho capito che lei non ha capito la ragione della mia rabbia.

Oggi l'ho incoraggiata, le ho dato cinque biscotti, abbiamo fatto circa cinque metri, e poi, senza arrabbiarmi, ho preso a dirle che è brava, che ce la può fare, che è veramente una brava Dafne ed è partita, come un razzo.

Siamo tornate sane e salve dopo un'ora di passeggiata e posso dire che, come al solito, l'ora a zonzo con la Dafne è la migliore della mia giornata.