Insegna luminosa

Insegna luminosa

giovedì 25 aprile 2024

Nel prezioso Inventario di Michele Ruol un esordio coraggioso e originale


Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Michele Ruol (TERRAROSSA EDIZIONI, aprile 2024, pag. 204, euro 16) è un libro particolare, che mi ha colpita per il dolore che contiene e, nel dolore, la luce.

Ho sempre pensato che gli oggetti abbiano un'anima e mi sono ritrovata a dirlo, una volta, mentre chi mi ascoltava rimaneva come sospeso nel dubbio e nel fascino della mia affermazione. Ho trovato nella storia di Ruol una conferma.

La trama dell'Inventario di Ruol è tutta intessuta attraverso la descrizione degli oggetti di una casa, oggetti che appartengono a Padre e Madre e che sono appartenuti a Maggiore e Minore. Quello che resta quando la foresta brucia, nel non detto e nel non dicibile, piano si disvela e, nella tragedia di un incidente, di un processo, di un duplice dolore che devasta, in un dramma che si consuma, impietrisce.

Con una scrittura che incolla alla pagina chi legge, Ruol mi ha tenuta sospesa, in tensione, fino all'ultimo.

Mi piacciono i libri in grado di sovvertire la mia visione del mondo, di cambiarmi e questo, senza dubbio, lo è. Un inventario prezioso, importante, nel quale la luce, inaspettata, è quella che accende le emozioni più forti.

sabato 20 aprile 2024

Francesca Ramsay scrive un saggio salvifico, rigoroso e poetico


Adoro i saggi. Devo avere l'animo della saggista... Forse. 

Così ho adorato Toccami Viaggio in cerca della realtà di Francesca Ramsay, edito in Italia da BLU Atlantide (2024, euro 19, pag. 217), tradotto da Paola De Angelis.

L'autrice compie un viaggio scientifico, sentimentale, narrativo, empirico alla ricerca della realtà, del sé.

Quando ci sentiamo autenticamente noi stessi? Questa sembra la domanda che muove la ricerca della Ramsay, oppure, rovesciando la questione, quali esperienze ci possono portare lontano dalla nostra più vera essenza?

La tecnologia che così tanto pervade le nostre vite, di fatto, sta creando molta solitudine, così esperienze come ammirare un'opera d'arte, guardare un cielo stellato, nuotare nell'acqua fredda, riavvicinarsi alla natura, cantare in un coro, possono riportarci a noi aiutando il rilascio di sostanze che stimolano le aree del benessere nel cervello.

Non pensate a un trattato di mindfulness (con tutto il rispetto), questo libro a me pare molto di più. Il saggio rigoroso, nelle parti autobiografiche divertente e a tratti poetico, è rivelatorio e, almeno per me, anche salvifico.

Mi è piaciuta questa studiosa così libera nell'esperire, così brava nel raccontare.

Annoto: 

  • L'acqua mi delinea e mi espone
  • Ci guardiamo a vicenda, il quadro e io, e nella sala tutto il resto non conta
  • Ormai abbiamo capito che il sé non è un'entità concreta
  • I neuroni specchio ci aiutano... ci consentono di sapere prima di pensare
  • Guardo la marea che sale... mi sento allo stesso tempo rilassata e concentrata
  • Grande cielo mangiami tutta

sabato 13 aprile 2024

Invernale di Dario Voltolini: il dolore universale...


Invernale di Dario Voltolini (La nave di Teseo, 2024, pag. 140, euro 17) è un memoir intenso e scritto magistralmente.

L'incipit, crudo e movimentato, tutto si svolge nel mercato di Porta Palazzo a Torino e descrive, come in una presa diretta che impressiona per la sua forza, un incidente sul lavoro: mentre sta sezionando un animale con un coltello, il padre dell'Autore si taglia un dito sul ceppo, dito che viene riattaccato alla mano in ospedale, ma che non funzionerà più come prima.

L'incidente segna uno spartiacque, nella vita del padre e di conseguenza del figlio.

Da lì un'infezione. Uno scarto nella salute dell'uomo, nella quotidianità di una famiglia.

Gino, il padre, grande lavoratore, continua la sua vita, dividendosi tra il bancone della macelleria al mercato e le incombenze con i fornitori, la caccia, le partite di calcio e tu ci rivedi tuo padre, in quel padre, e ti rivedi in quel figlio.

La malattia che arriva, subdola, invisibile, la diagnosi letta su un'enciclopedia, la resistenza, la stanchezza, i silenzi riempiti di gesti che diventano sempre più faticosi, i viaggi a Villejuif, i referti che si accumulano, le lettere tra i medici.

Fino all'ultimo viaggio e al grande freddo. Un elemento quasi magico, soprannaturale eppure reale.

Un libro molto bello, una scrittura precisa, scarna, scabra, essenziale.

Può l'intimo diventare universale?

Leggendo Invernale la risposta non può che essere sì.